Messaggio del Presidente

Dott. Alexander Kirienko

Carissimi Soci SIFE,

desideriamo informarvi di una novità che riguarda le quote associative annuali.
A partire dal 1° gennaio 2026, la quota per i Soci ordinari passerà da 60 € a 120 € all’anno e, per i Soci Affiliati passerà da 10 € a 60 €.
Resta invece invariata la quota per i Soci Master (over 70 anni), che continueranno a versare la stessa cifra di sempre (60€). Siamo consapevoli che ogni aumento rappresenti un impegno aggiuntivo, ma questa decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione delle esigenze attuali della nostra Società. Come ben sapete, il nostro obiettivo è offrirvi costantemente occasioni di formazione, aggiornamento e crescita professionale di alto livello.

Negli ultimi anni i costi legati all’organizzazione di eventi, corsi e congressi sono cresciuti in maniera significativa: dalle spese per relatori di prestigio, agli affitti delle sedi, fino agli investimenti tecnologici necessari a rendere i nostri incontri più dinamici e coinvolgenti.

Grazie a questo adeguamento, potremo continuare a proporre eventi di rilievo con esperti e figure di spicco del settore; migliorare i nostri servizi, investendo in nuove risorse e tecnologie; garantire la solidità e la sostenibilità della Società nel tempo, mantenendo vivo il ruolo di riferimento per tutta la comunità.

Vi ringraziamo sinceramente per la vostra comprensione e per il costante sostegno.
Ogni contributo non è soltanto una quota associativa, ma un vero investimento nella crescita professionale e nel futuro della S.I.F.E.

Continuate a seguirci sui nostri canali social e non esitate a proporre idee o iniziative da realizzare insieme.

Con i più cordiali saluti,

Dott. Alexander Kirienko

 

IchnoussaFix 2025

Il 20 settembre scorso, nella splendida cornice della Località Pauli Cannedu, nel cuore dell’Oristanese, si è conclusa l’ultima edizione di Ichnoussafix: corso di base di fissazione esterna, organizzato dai Dott. Roberto Sedda e Alessandro Isola e con la partecipazione di Stefania Torchia, Carlo Salomone, Mario Manca, Rossella Sirianni e Mauro Argiolas.

 

Questo evento si proponeva di introdurre i principi base della fissazione esterna in tutte le sue forme e nelle sue varie applicazioni, col fine di renderla accessibile e ridimensionare i più comuni pregiudizi ad essa legati. La grande risposta e l’entusiasmo dimostrato dai partecipanti hanno confermato la riuscita dell’evento.

Articoli del mese

  • ARTICOLI DEL MESE

    Bafor, Anirejuoritse; Izuagba, Emeka; Iobst, Christopher. Limb Reconstruction Surgery When There is No Fluoroscopy: Themes for Success. Journal of Limb Lengthening & Reconstruction 11(1):p 10-15, Jan–Jun 2025

    L’articolo affronta in modo chiaro e pratico un tema cruciale e spesso trascurato nella chirurgia ortopedica: l’esecuzione di procedure complesse come la ricostruzione degli arti in contesti a basse risorse, dove la fluoroscopia intraoperatoria, uno strumento considerato indispensabile nei paesi sviluppati, non è disponibile. In tali circostanze sono necessarie padronanza dell’anatomia, uso di procedure a cielo aperto e tecniche e impianti “out-of-the-box”. Il testo mette in risalto il ruolo fondamentale della competenza e dell’esperienza del chirurgo. In assenza di tecnologia di supporto, le capacità cliniche, la conoscenza anatomica, l’ingegno e l’adattabilità diventano i veri pilastri per garantire la sicurezza del paziente.

  • Morandi MM, Simoncini A, Hays C, Garrett J, Barton RS, Chen A, Solitro GF. Optimal configuration for stability and magnetic resonance imaging quality in temporary external fixation of tibial plateau fracturesOrthop Traumatol Surg Res. 2020 Nov;106(7):1405-1412.

    Questo studio valuta l’efficacia di diverse configurazioni di fissatori esterni temporanei (DCO) per le fratture ad alta energia del piatto tibiale. Gli autori hanno ricreato sei configurazioni su campioni cadaverici e modelli ossei e hanno valutato stabilità dei costrutti e qualità delle immagini di risonanza magnetica. Lo studio suggerisce che la configurazione “H”, che collega direttamente femore e tibia senza interconnessioni complesse, è la migliore opzione in termini di stabilità della frattura e qualità delle immagini RM. La configurazione “a rombo” invece, dovrebbe essere evitata a causa della sua scarsa performance in stabilità torsionale e qualità del segnale RM.

Riflettori puntati su…

Intervista al Dott. Francesco Guerreschi