Messaggio del Presidente
Dott. Alexander Kirienko
Care Colleghe e cari Colleghi,
il nuovo anno è già iniziato e, con esso, le sfide che ci attendono nelle nostre sale operatorie e all’interno della nostra Società. Mi rivolgo a voi non solo come Presidente, ma come parte di una comunità che ha fatto della fissazione esterna una missione clinica e un’arte chirurgica.
La nostra Società sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Per continuare a essere un punto di riferimento nell’ortopedia moderna, è necessario un cambio di passo che richiede l’impegno diretto di ogni singolo socio. Non siamo solo una lista di iscritti: siamo un corpo vivo che cresce grazie alla condivisione delle competenze e alla promozione attiva della nostra disciplina.
Il nostro obiettivo primario per quest’anno è il potenziamento dell’offerta formativa. La fissazione esterna sta evolvendo rapidamente tra nuove tecnologie e protocolli riabilitativi complessi. Per questo, stiamo programmando eventi, corsi e webinar che non siano semplici momenti di aggiornamento, ma vere occasioni di eccellenza clinica. Vi chiedo di essere ambasciatori della nostra SIFE: partecipate agli eventi, promuoveteli presso i vostri reparti e coinvolgete i giovani colleghi e gli specializzandi. La nostra forza risiede nella capacità di trasmettere il sapere.
Come avrete notato, da quest’anno il Consiglio Direttivo ha deliberato un aumento della quota d’iscrizione. È stata una scelta ponderata e necessaria, dettata da una visione precisa: alzare il livello.
Questo incremento rappresenta un investimento diretto sulla qualità della nostra offerta. I proventi ci permetteranno di organizzare eventi formativi con relatori di calibro internazionale, migliorare le piattaforme digitali per l’accesso ai materiali scientifici, sostenere borse di studio e progetti di ricerca che portino la firma della nostra Società.
Vi ricordo l’importanza fondamentale di regolarizzare il pagamento della quota associativa. È il primo, concreto gesto di appartenenza che permette alla macchina societaria di funzionare con efficienza e autonomia. Senza questo sostegno, le nostre ambizioni di crescita rimarrebbero solo sulla carta.
Siamo chiamati a essere protagonisti di una stagione di rinnovamento. La fissazione esterna ha ancora molto da dire nella medicina contemporanea, e insieme possiamo far sì che la nostra voce sia autorevole e ascoltata.
Auguro a tutti voi un anno di grandi soddisfazioni professionali e umane.
Buon lavoro a tutti noi.
Alexander Kirienko
Articoli del mese
- Ganadhiepan G, Miramini S, Patel M, Mendis P, Zhang L. Optimal time-dependent levels of weight-bearing for bone fracture healing under Ilizarov circular fixators. J Mech Behav Biomed Mater. 2021 Sep;121:104611. doi: 10.1016/j.jmbbm.2021.104611. Epub 2021 May 28. PMID: 34082182.https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8725545/
L’articolo affronta un problema centrale nella riabilitazione ortopedica: come e quando iniziare a caricare il peso su una gamba fratturata stabilizzata con fissatore esterno circolare. Gli autori hanno creato un algoritmo (basato su test effettuati su pecore) in grado di calcolare il livello di carico ottimale momento per momento. Il modello tiene conto di come cambia l’elasticità del callo osseo nel tempo. Lo studio ha dimostrato che non esiste una regola fissa per tutti; il carico dipende da due variabili fondamentali: caratteristiche intrinseche della frattura (gap osseo); rigidità del fissatore (utilizzo di fiches, fili di Kirschner). Viene quindi evidenziata la necessità di progetti riabilitativi patient specific.
- Lobst C, Ferreira N, Kold S. A Review and Comparison of Hexapod External Fixators. J Pediatr Soc North Am. 2024 Feb 12;5(1):627. doi: 10.55275/JPOSNA-2023-627. PMID: 40433098; PMCID: PMC12088101.https://www.stlrjournal.com/abstractArticleContentBrowse/STLR/67/19/1/35941/abstractArticle/Article
Questo articolo offre una revisione completa e un confronto tecnico tra i principali fissatori esterni esapodalici attualmente sul mercato. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria esplosione del numero di sistemi disponibili. Sebbene il capostipite storico sia il Taylor Spatial Frame (introdotto nel 1996), oggi esistono numerose alternative valide. Un dato sorprendente emerso dalla revisione è la scarsità di studi comparativi diretti. Data la complessità e le sfumature di ogni sistema, gli autori suggeriscono una strategia precisa per i chirurghi: fare il possibile per padroneggiare un solo sistema al fine di ridurre errori di pianificazione.

